Quali sono le sfide della curatela oggi? Ce lo racconta Carlo Sala

Il curatore e critico d’arte Carlo Sala sarà protagonista di un imperdibile talk all’UIA il 13 marzo 2025. L’incontro, che si terrà nella suggestiva cornice di Villa Hériot sull’Isola della Giudecca, offrirà un’anteprima del corso Come si realizza una mostra?, esplorando le tendenze emergenti e i linguaggi innovativi nel panorama dell’arte contemporanea.

Con un’esperienza consolidata tra festival, premi e collaborazioni con prestigiose istituzioni, Sala è una figura di riferimento nel settore curatoriale e fotografico. Direttore artistico di Photo Open Up e membro del comitato curatoriale della Fondazione Francesco Fabbri, ha curato esposizioni per la Biennale di Venezia, il MUFOCO e il MART. In questa intervista, ci svelerà il dietro le quinte del suo lavoro, riflettendo sulle sfide della curatela oggi.

Nel corso Come si realizza una mostra? approfondirai il ruolo del curatore nella progettazione di una mostra. Quali sono le principali sfide che questa figura professionale deve affrontare nel panorama artistico attuale?

Ci troviamo a operare in un sistema dell’arte internazionale dove i vari attori sono fortemente interconnessi e i trend estetici mutano con una velocità inusitata. Il curatore odierno, nei suoi progetti, deve riuscire a dare forma visiva alle istanze del proprio tempo; per questo, accanto a una solida competenza storico-critica, è necessario aprirsi alle sollecitazioni che arrivano per esempio dalla filosofia o dalla sociologia, e in generale dagli ambiti disciplinari che possono aiutare a sviscerare le grandi questioni attraverso uno sguardo laterale sulle cose.

Qual è stato il tuo percorso personale nell’ambito della curatela e della critica d’arte?

La mia pratica curatoriale mi ha portato fin da subito a confrontarmi con due principali ambiti di interesse. Da un lato lavorare allo scouting degli artisti emergenti – attraverso il Premio Fabbri che ho fondato 13 anni fa, ma anche mediante una intensa attività di curatele in spazi istituzionali e gallerie private – vedendo nella loro ricerca creativa una stimolante cartina tornasole dei mutamenti a cui andiamo incontro. Dall’altro, indago i processi connessi alle immagini le quali, nella mia visione, hanno una valenza non neutrale che le rende elementi biopolitici dotati di una performatività capace di condizionare scelte concrete, stati d’animo e persino la realtà stessa delle cose di noi uomini che viviamo immersi nell’iconosfera contemporanea.

Quale consiglio daresti a un giovane curatore che vuole entrare nel mondo dell’arte oggi?

Il sistema in cui dovrà operare è complesso, dinamico e competitivo e proprio per queste sue caratteristiche presenta anche delle enormi potenzialità. Bisogna avere la capacità di cogliere gli ‘umori’ e i rivolgimenti in atto e su questi modellare la propria pratica curatoriale. Nel far questo è fondamentale essere aperti a una pluralità di istanze e visioni che derivano da un sistema multiculturale dove convivono paradigmi intellettuali dissimili da affrontare senza temere l’errore, perché esso stesso è parte del processo di ricerca.

Le iscrizioni al corso sono già aperte, clicca qui per iscriverti!

ISCRIVITI
ALLA NOSTRA
NEWSLETTER