COSA FA IL CONTENT CREATOR PER L’ARTE? CE LO SPIEGA EVELINA SILVESTRONI
Realizzare una mostra è un processo complesso che richiede visione, strategia e competenze specifiche. Dall’ideazione alla comunicazione, ogni fase contribuisce a trasformare un’idea in un’esperienza espositiva efficace e coinvolgente. Il corso Come si realizza una mostra?, offerto da UIA Venezia, esplora questo affascinante percorso, fornendo strumenti pratici e approfondimenti utili per curatori, organizzatori e appassionati d’arte.
Per approfondire il ruolo della comunicazione digitale nel settore culturale, abbiamo intervistato Evelina Silvestroni, esperta di digital marketing e divulgazione artistica e docente del corso. Dopo aver fondato la pagina Instagram @a_r_t_i_t_u_d_e, Evelina ha iniziato a curare i social media del Palazzo Chigi di Ariccia, ampliando la sua esperienza nella comunicazione museale. Attualmente collabora con un’agenzia di digital marketing che lavora con importanti istituzioni culturali romane, contribuendo a rendere l’arte più accessibile attraverso strategie digitali innovative. In questa intervista, ci racconta il suo percorso e le sfide della promozione culturale nell’era digitale.
Nel corso Come si realizza una mostra? esplorerai il rapporto tra arte e comunicazione digitale. Qual è, secondo la tua esperienza, il modo più efficace per raccontare una mostra sui social media?
Per raccontare efficacemente una mostra sui social media occorre creare preventivamente una buona strategia divisa in tre fasi: teaser, lancio, post lancio. Nella fase teaser occorre creare hype, aspettativa nei confronti del pubblico. Avvicinare alla mostra raccontando in maniera chiara e in trend qualcosa di lei, ma senza svelare troppo. Con il lancio occorre comunicare chiaramente la mostra, ciò che vuole dirci, trasmetterci. Sempre seguendo le tendenze social e i bisogni della community della pagina. Proporre contenuti estetici e scientifici allo stesso tempo, creando un buon balance. Nella fase di post lancio occorre raccontare curiosità e accattivarsi l’attenzione dello spettatore con particolarità per mantenere attivi i followers, avvicinare i non followers ai contenuti e quindi alla mostra. Seguire ciò che vuole dirci un’opera e un artista è importante quanto seguire algoritmo, tendenze e capire il pubblico che si ha davanti.
Qual è stato il tuo percorso personale nell’ambito della comunicazione digitale dell’arte?
Il mio percorso è iniziato con la mia pagina Instagram @a_r_t_i_t_u_d_e, che ho iniziato a curare in maniera professionale dal 2021. Ho sempre amato i social e ho avuto la sensazione che con il 2020 ci fosse ancora più bisogno di comunicazione digitale, soprattutto nell’arte di cui si parlava troppo poco. L’arte aveva bisogno di essere comunicata e con gli altri mezzi o non si faceva abbastanza o comunque non si faceva sui social (mezzi fondamentali per divulgare). Quindi mi sono lanciata e ho catturato pian piano l’attenzione di sempre più persone che avevano bisogno di conoscere che mostre ci sono in Italia, approfondire artisti o musei o palazzi d’epoca. Da lì ho iniziato a curare i social del museo della mia città: il Palazzo Chigi di Ariccia. Lui è il mio primo amore nell’arte e per me comunicarlo era ed è ancora oggi qualcosa di tanto importante. Ha tanto bisogno di essere conosciuto nella sua bellezza e rarità. Ad oggi collaboro con un’agenzia di digital marketing che si occupa di comunicazione digitale in importanti realtà museali romane. Sono molto contenta del mio percorso in tutta la sua complessità. È un lavoro molto difficile per vari aspetti, ma anche tanto soddisfacente per me. La comunicazione digitale nella cultura è finalmente oggi più compresa.
Quale consiglio che daresti a un giovane creator che vuole comunicare il mondo dell’arte oggi?
Credo che sia tanto importante che ne nascono altri, perché c’è proprio tanto bisogno di far emergere arte e cultura sui social. Se ne parla di più del 2021, ma sempre troppo poco. Occorre sperimentare, provare, essere molto creativi e differenziarsi. Ci sono tanti creators in vari ambiti e la competizione è elevata, inoltre l’attenzione dell’utente è sempre meno. Per questo occorre molto stare sul pezzo, studiare i social (ognuno con le sue differenze) tra blog e contenuti di esperti su Instagram o Tik Tok e…sperimentare tantissimo. Creare tanti contenuti e provare e riprovare. La costanza è fondamentale sui social. Inoltre, dare un’importanza profonda al contenuto che si porta studiando arte e cultura ogni giorno. Il contenuto social deve basarsi sullo studio di un articolo o di un giornale. Non banalizzare mai, ma allo stesso tempo seguire i tempi dei social e le tendenze. Un balance che si trova sperimentando e studiando.
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