Una mail sbagliata. E un corso salvato

Non sempre le collaborazioni nascono in modo lineare. A volte cominciano con un passo falso, una mail fraintesa, un contratto standard inviato troppo in fretta. Eppure, è proprio in quei momenti che si misura la qualità di una relazione.

Qualche settimana fa abbiamo rischiato di perdere una collaborazione per noi importantissima, un corso con Paolo Cremonesi, uno dei massimi esperti italiani nel campo del restauro. Le condizioni che avevamo inviato non erano adeguate. Ma il punto non era il contenuto, o non solo quello, era il contesto, non avevamo spiegato chi siamo.

UIA è un’istituzione no profit, non ha un proprietario, non distribuisce dividendi, non vive in funzione di strategie commerciali. Nasce con l’idea di formare figure professionali nel campo dell’arte, della cultura e del restauro. Questo è il fine statutario di UIA ed è lo scopo della formazione che offre. Ne derivano scelte a volte difficili, il confronto con limiti reali, la necessità di spiegare ai collaboratori che non sempre possiamo competere con i grandi budget, ma possiamo offrire progetti veri, curati, fatti di relazioni umane.

Quando l’abbiamo spiegato apertamente, senza paura di dire che avevamo sbagliato, con una mail lunga ma sincera, il tono della conversazione è cambiato. Non perché avessimo “trattato meglio”, ma perché eravamo stati sinceri, autentici.

Raccontiamo questo episodio perché crediamo che vada condiviso: trasparenza e fiducia sono parte del lavoro culturale tanto quanto i contenuti che insegniamo.

E perché alla fine, per fortuna, il corso si farà.
Grazie a Paolo Cremonesi per aver voluto ascoltare, davvero.