Il 15 ottobre alle 15, a Villa Hériot, parliamo con Federico Borgogni.
Se hai seguito le cronache veneziane degli ultimi mesi, forse hai letto di lui: è il restauratore che ha lavorato su Migrant Child, il Banksy apparso in città.
Un Banksy. A Venezia. Da restaurare.
Già solo metterla così fa venire il mal di testa.
Perché Banksy è street art, è effimero, è contestazione. Nasce per stare in strada, consumarsi, sparire. E invece eccolo lì, in un palazzo vincolato dalla Soprintendenza, che diventa patrimonio, che va conservato, restaurato.
Il palazzo è tutelato. L’opera no.
Borgogni si è trovato in mezzo a questo cortocircuito: come restauri qualcosa che concettualmente rifiuta l’idea stessa di conservazione? Come tratti un’opera che vive della sua precarietà come se fosse un affresco quattrocentesco?
E più in generale: cosa vuol dire essere restauratore nel 2025? Quando le opere sono sempre meno “stabili”, sempre più ibride, fatte di materiali che invecchiano in modi imprevisti, pensate per durare o per sparire?
Il 15 ottobre non faremo una lezione. Ci sediamo, parliamo, e chi c’è può fare domande, intervenire, metterci in difficoltà.
È pensato per i nostri studenti del corso di restauro, ma è aperto a chiunque voglia esserci.
Se ti interessa capire cosa succede quando il restauro diventa un gesto politico, culturale, contraddittorio, vieni.
15 ottobre 2025 | ore 15.00
Villa Hériot, Giudecca – Venezia
Ingresso libero, posti limitati